È stata varata dal Governo la Legge di Bilancio 2026, in vigore dal 1° gennaio, che dedica ancora molto spazio ai bonus edilizi.
Perlopiù conferme per quest’anno, se non per il Superbonus 110% che ormai è arrivato al capolinea. Tanta attenzione rivolta ai portafogli dei cittadini, con incentivi su casa e condomini, favorendo i settori dell’edilizia e dell’energia, dando risalto alla rigenerazione urbana, alla sicurezza del territorio e specialmente all’ efficienza energetica.
Dopo anni di misure extra ordinarie, l’obiettivo pare quello di razionalizzare e concentrare il sistema dei bonus edilizi. Ecco le principali novità.
Confermato senza variazioni rispetto allo scorso anno il “Bonus ristrutturazioni”, che consiste in una detrazione Irpef del 36% su spese sostenute fino al 31 dicembre 2026, e per un tetto massimo di 96.000 € per unità.
Anche per il 2026 l’aliquota si alza al 50% nel caso di interventi riguardanti l’abitazione principale.
L’agevolazione riguarda opere di manutenzione straordinaria, come restauro, risanamento, interventi di efficientamento energetico e di rimozione delle barriere architettoniche.
Nulla cambia dall’anno scorso nemmeno per l’Ecobonus, l’incentivo che tramite la detrazione dell’Irpef favorisce l’aumento dell’efficienza energetica di edifici esistenti. Le aliquote permangono al 50 % per le abitazioni principali, e al 36% per tutti gli altri tipi di immobili.
Tra gli interventi ammessi rientrano dunque: sostituzione di infissi e serramenti, sistemi solari, pompe di calore o sistemi ibridi, coibentazione delle superfici, adozione di sistemi di domotica per la gestione intelligente dei consumi.
Confermato al 50%, su una spesa massima di 5.000 € – come nel 2025 – il “Bonus elettrodomestici”, valido per l’acquisto di arredi e grandi elettrodomestici destinati ad immobili in ristrutturazione. Gli acquisti dovranno avvenire dopo l’inizio dei lavori di ristrutturazione, con interventi avviati dopo il 1° gennaio 2025.
Il superbonus per il 2026 è confermato, ma applicabile solo per interventi di ricostruzione nei territori colpiti dai terremoti del 2009 e 2016.
Fonte: Paradigma Italia